
Nome: Ale
Mi accarezzo il mento e, mentre sono fuori, sono dentro ad un remoto sito della mente, aperto un pò per caso, in questo corpo preso a nolo e sempre sotto sfratto. Tra i limiti del vero e dell' astratto...
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@Ale@
Quando io morirò sarà un giorno qualunque
come quelli che già sono andati
o quelli che ci sarebbero stati
ma sarà come va per chiunque.
Anche io
ho vissuto e vivrò uguale a tanti
quasi che si campasse in eterno
con la vita che va sempre avanti
anche se questa vita è un inferno
e avrà un senso ma non uno scopo
se il passato non passò per niente
se il futuro non fu neanche dopo
ed il presente è sempre assente
mentre si snoda la mia storia
sul rullo sfuggente
dei titoli di coda.
Figli miei sarà duro restare a digiuno
e amori miei
dell' amore che dovrò dare indietro
riportare quei vuoti di vetro
anche se ci stà un pò di qualcuno.
Figli miei vi lascerei
se potessi una casa più grande
una con mille e più fumaioli
e risposte per cento domande
che cresciate un pò meno da soli.
Ma da soli si è in ogni copione
quando il pubblico non grida fuori
e non si aprirà mai più il telone
e anche se muori non c' è emozione
ne primi piani
per quest' ultima interptretazione.
Chi batterà le mani....
e si accende la luce e ci inchioda
sui titoli di coda
e non ci son più scene
dove saper se hai recitato bene o male
cambiare un pò il finale
prima che il mondo rida o si commuova
applauda o se ne vada
ai titoli di coda.
Claudio Baglioni
Ma perchè di tanti proprio questo stesso posto
dove
ci trovammo tardi e ci lasciammo troppo presto
Che facciamo abbiamo chiesto e solo il vento ci ha risposto
tanto la sua musica va avanti pure senza testo.
E ammazziamo il tempo e ammazza noi quel tempo indietro
e il sole taglia il mare e il nostro amore in due come un aratro
e finiamo tutta questa strada metro dopo metro
perchè dietro a un gran finale serve sempre un bel teatro.
E' la canzone degli amori infelici
l' ultima occasione per attori e attrici
io non so perchè ma è un pò buffo
stare io e te su un crepaccio
quasi come ad aspettare il tuffo
e buttare lì a casaccio un che di diverso
uno scherzo si come se fossi io il tuo pagliaccio
cercare qui come dentro ad un setaccio
ciò che è perso o almeno poi
tutto quello che sta in un abbraccio
fra di noi.
E non ci resta che dipingere la scena con l' ultimo sguardo
come mettersi di schiena a quel falsario del ricordo
quanto abbiamo corso insieme per tagliare già il traguardo
tanto vincitori e vinti ci stringiamo in un accordo.
Se non siamo più come ci siamo amati
e non sapremmo mai quel che saremmo stati
Io non lo so com'è mai successo
mentre prendo te con tuo abbraccio
con lo stesso impaccio allora e adesso
non so che dire no a uno straccio in più di parola
una sola no
sulle labbra dure di ghiaccio
morire un pò come se avessi un laccio sulla gola
ma tanto poi tutto il resto
è tutto in un abbraccio
tra di noi.
Claudio Baglioni
Tienimi con te dentro questa vita
chiudi ogni via d' uscita per restarmi più vicina
E tienimi con te quand' è presto la mattina
mentre il cuore stà in sordina
dietro a una ferita.
Quanti raggi ha il sole
per dar luce ovunque
quando e come vuole e noi siamo due qualunque.
Quante stelle ha il cielo file di miliardi
su ogni parallelo e noi le vediamo troppo tardi
tienimi con te in un pomeriggio
quando piove giù un litigio
ed un giorno sembra eterno
e tienimi con te se è già quasi sera
e inverno tra le righe di un quaderno e un inchiostro grigio
quante rive ha il fiume
senza mai legami
fugge tra le schiume
e noi presi in mezzo ai rami
quanti hanni ha il mondo
che ne ho visti tanti
lenti sullo sfondo
e noi siamo solo istanti
almeno per un secondo un pò meno distanti
Fino alla fine fino a che si può
fino al confine
fino all' ultimo
fino alla fine del tempo
fino a che ce n' è ancora un pò
e fino alla fine di tutto fino allora tu
Tienimi con te sotto
il buio aperto della notte di un deserto
tra le dune del tuo petto
e tienimi con te
così al tuo sonno stretto
niente è triste più di un letto vuoto e già sofferto.
Quante foglie ha il vento nei viali soli
quando ha il sopravvento su noi persi in altri voli
quante onde ha il mare come belve in gabbia
sempre li a scappare e noi siamo solo sabbia
e che pena poter bagnare appena le labbra
fino alla fine
fino a che si può
fino al confine
fino all' ultimo
fino alla fine del tempo
fino a che ce n' è
ancora un pò
e fino alla fine di tutto
allora
tu tienimi con te.
Claudio Baglioni
Si che ti ho riconosciuto qui
dagli occhi
che già non vedevano così lontano
quando un palloncino ti scappò di mano
e volò e volasti pure tu,
si sei tu
gli stessi identici occhi miei, ma in grande
o forse solo un pò di più d' incanto
son cresciuti intanto e pieni di domande
e son rimasti miopi fino a qui.
Siamo si vivi anche se un pò cambiati
siamo morti e poi più volte noi rinati
se stavamo giù sotto la coperta
come fiamma saltavamo su
nella scoperta del sorriso
sul viso di mamma.
A Clà li ho lasciato te
così per un altro me
ma si sono stato troppo via
con questa troppa nostalgia
di me quand' ero te.
A Clà tu si che eri un re
io no mai più come te
noi che trovavamo tutto in niente
e adesso c' è
niente in tutto e nessun re.
Vedi questo telo alzato tra noi due è la vita
che tu hai sempre visto
come un bel ricamo
io di quà da uomo so la trama ordita
odio ed amo tra i suoi no e i suoi si.
Siamo qui forse appena un pò più stanchi
fieri perchè no di quei capelli bianchi
a implorare tempo come un tempo in cui
c' era la paura
della mano di papà prima della puntura
e di una porta aperta piano piano.
A Clà come è andata poi
sai se abbiamo vinto noi
perchè io so solo che con te
di nuovo so sorridere
e un giorno imparerò
anche a vivere.
A Clà ci risiamo già
lo so che è finita qua
io che ero li
per riprenderti
e dovrò riperderti
chissà se ci rivediamo a Clà
forse un tempo forse la
quando ci riandiamo a Clà...
Claudio Baglioni
Otto settembre: armistizio.I tedeschi attaccano l'isola. Lero diviene un inferno di fiamme e di fuoco. I bombardamenti aerei distruggono ogni cosa, Portolago è divenuto un mucchio di macerie. I marinai italiani e le fanterie inglesi scrivono pagine di gloria nella difesa strenua ed eroica dell'ultima roccaforte dell'Egeo. I tedeschi, fatti arditi dalla facile conquista di Rodi, hanno occupato Coo e sono sbarcati a Calino. Lero resiste meravigliosamente ai duri colpi inferti dell'aviazione nemica, sulle macerie distrutte di Portolago, la bandiera italiana sventola come una sfida suprema al barbaro invasore. I nostri marinai si ripetono l'un l'altro: " I tedeschi non sbarcheranno, Lero non può essere che italiana, bisogna difenderla a qualunque costo". Gli Italiani sanno di combattere ora la loro guerra e sono pronti a qualsiasi prova. E la prova, durissima è venuta: Il 16 novembre, la bandiera bianca della resa sventola sul comando dell'isola. Il giorno dopo, tutti i superstiti sono riuniti dal nemico in un campo di concentramento nei pressi dell'idroscalo: Incomincia la dura prigionia. Da due mesi non vedo Atinaa......Una ragazzetta greca, venuta a trovare il suo fidanzato e che invano si affanna a ricercarlo attraverso la fitta siepe dei reticolati del campo, mi dice di averla veduta. Sta bene. ti cerca. Verrà più tardi. Ha sofferto molto. Povera bambina. Aveva ragione, era forse il mare, forse il tempo. Ho voglia di piangere, ma non posso. Sono un soldato, ed un soldato non piange. Bisogna dimostrarsi forte dinanzi al nemico..........
Taranto 7 febbraio 1945
Mio padre...
Vero. Ho viaggiato altrove, per un po’ ma, in fondo, solo con la mente perché in realtà me ne sono stato per tutto questo tempo chiuso in casa. Nella mia casa trasparente. Casa di vetro. Nel mio andare ho bussato a cento porte, la maggior parte delle quali chiuse, in questo sempre più chiudersi in se stessi, in questo bisogno di riservatezza e di uno spazio tutto proprio. Mai visti tanti blog privati, tanta moderazione e approvazione nei messaggi. Tanti passaggi quasi ad ostacolarla una sana conversazione. Ma ormai anche nel reale è così. Ho costruito ponti, su fiumi di parole, perché il guado fosse più facile e la comprensione pure. E fatto un ponte, dove molto spesso, sull’ altra sponda si erigeva un muro. E allora vai a costruirne un altro perché difficilmente mi arrendo tanto facilmente.
Tra reale e virtuale esiste un posto, dove muoiono desideri e sogni… Ho cercato di costruire ponti anche li, fino a rovistarmi l’ anima da sinistra a destra, dall’ alto in basso. Fino a capire cosa effettivamente manca… o è sempre mancato… Ho messo occhiali la dove la vista, stanca, si appannava ed i contorni ed i colori sembravano sbiadire, l’ orizzonte allontanarsi e le forze quasi venire meno. Ma sono ancora qui … a rispolverarla un po’ questa casa che a molti è sembrata abbandonata. Un abbraccio e un arrivederci a tutti soprattutto a chi, nei miei silenzi, ha lasciato sempre il segno del suo passaggio ed un saluto. E per me è stato importante.
@Ale@
Mi fermo un attimo a chiuderla questa finestra dei miei fantastici 56 anni. Appoggio la mia anima a una parete di ricordi; mi metto in libertà, a rispolverarli tutti, così come si fa in soffitta. Ma è solo un attimo, poi riapro la finestra, perchè c’ è ancora molto da vedere ed occhi sempre nuovi per vedere in maniera diversa. Per questo il panorama ha sempre contorni e colori diversi. Giornata speciale non solo per me…
A tutte le donne che sono passate di qua, che si sono fermate, con le quali ho conversato un po’, scambiando attimi ed emozioni...con la fortuna di aver potuto scambiare abbracci, voci e sorrisi veri anche in questa irreale realtà... qualcuna trascurato, ma non me ne voglia, a chi passerà per caso...
... un grosso, sentito e doveroso, virtuale abbraccio...
@Ale@
Fa che sia...

.....un anno....

con la A maiuscola....

per tutti...
Auguri
@Ale@
"Se mi vuoi, cercami di più...
E se non mi trovi, cercami in un sogno...
E se poi, un giorno, ti venisse voglia di piangere...
...Chiamami...
Non posso prometterti di farti ridere,
ma potrei piangere con te...
Se un giorno tu decidessi di scappare via
...Chiamami...
Non posso prometterti di farti restare
ma potrei scappare con te...
Se un giorno ti venisse voglia di non parlare con nessuno...
...Chiamami...
Me ne starò zitto ad ascoltarti...
Ma se un giorno tu chiamerai
e non avrai risposta...
vienimi incontro di corsa....
Forse ho bisogno di te..."
@Ale@
- Ciao, posso disturbarti un attimo?
- Ciao a te. Certo chi sei? Non ti ho tra i miei contatti.
- Il mio nome non conta niente, forse neanche sono.
- Ho capito ma se ti parlo esisti. Avrai pure un none, un nick.
- Sono più virtuale di ogni tua conoscenza che dietro un nome nasconde sempre una realtà. In fondo non esisto ma ci sono. Ignoro e vengo ignorata. Ma è necessario per te saperlo?
- Non credo sia necessario, il più delle volte ritengo sia di fantasia, però aiuta a riconoscere le persone, se mai torneremo ad incontrarci.
- Prima o poi ci incontreremo.
- Raramente incontro chi conosco nel web, come fai a essere così sicura?
- Fa parte del mio lavoro.
- Certo che sei proprio strana e misteriosa. Comunque io mi chiamo Ale.
- Piacere Ale, io sono la Morte.
- Che nick macabro che hai scelto, eppure sembri socievole.
- Non è un nick, è il mio vero nome.
- Poca fantasia nella tua famiglia.
- Non ho famiglia. Ti sembrerà strano. Però ho un marito. Destino.
- Caspita mi sembrate la famiglia Adams. E a cosa devo l’ onore della tua visita?
- Non sempre c’ è un perché in tutte le cose, mi faceva piacere chiacchierare un po’. Cominciare a conoscersi un po’.
- Grazie per aver scelto me. Mi incuriosisce sempre parlare con persone nuove, si impara sempre qualcosa in più. Anche dalle altrui sofferenze.
- Già, io vivo nelle sofferenze degli altri.
- Ancora non riesco a capire se scherzi o mi prendi in giro. Che lavoro fai?
- Strano lavoro. Io aiuto a chiudere valige di ricordi, di cose fatte, di cose cominciate e non ancora finite, di cose ancora da fare.
- Sei proprio strana. E poi?
- E poi in una mano la valigia, nell’ altra il proprietario comincio un viaggio, di un attimo, anche se si va lontanissimo. E poi si ricomincia.
- Ma tu sei, veramente, la Morte?
- Si
- E perché ti fermi qui?
- Forse perché abbiamo qualcosa in comune.
- Non credo proprio.
- Invece si.
- No, non farei mai il tuo lavoro.
- Il lavoro è lavoro e non sempre si fa quello che piace. Ma il mio discorso era diverso. Sai, non capita quasi mai di parlare e ci sono momenti che non vorresti mai che fossero.
- Capisco, anche se non tutto, ma cerco di sforzarmi a seguirti. Ehi, non fraintendere, intendevo seguirti nel dialogo.
- Hai paura di me?
- Non credo di avere mai paura a parlare. Posso non essere d’accordo o in sintonia, ma cerco di rispettare gli altri. E, quando posso, salvaguardare me stesso, dalla cattiveria degli altri. Un po’ come fosse un’ autodifesa. Ma sono sempre alla ricerca di mondi nuovi.
- Sai? Io, invece, conosco sempre gente nuova, ma difficilmente riesco a parlare o stringere amicizie.
- Devi anche capire che il tuo lavoro non ti aiuta e non aumenta di certo la tua simpatia.
- Ho l’ aiuto di mio marito. In viaggi che io non farei mai.
- Per esempio?
- Non vorrei rattristarti l’ animo però lui si prende cura, virtuale come me, di quello che succede o che voi nel reale consentite che succeda. E non sai dei bambini, di infanzie negate, violate. Di adolescenti, che nella loro folle corsa verso la vita vanno incontro a viaggi senza poter riempire le valige; di attimi di pazzia, che, come virus, diventano sempre più collettivi. Enfatizzazioni, mode.
Prime pagine per apparire, forse per dimostrare a se stessi di esserci senza sapere che domani si gira pagina. Nessun rispetto degli altri ma neanche di se stessi. E tanto altro potrei dirti perché lo vedo ogni giorno. A forza di transitare, costantemente, nel vostro mondo, io virtuale, sono diventata più reale di tanti voi che diventate sempre più virtuali. Sempre presi a pensare a voi stessi, ad apparire più che ad essere. Siate voi stessi, senza falsità. Con i vostri pregi e difetti. Ma siatelo lealmente. Sinceramente.
- Sinceramente, non mi aspettavo parole così da te. In fondo, ti stai dimostrando una persona molto dolce. Trovo strano che tu vada a predicare queste cose proprio da me e con me. Mi trovi d’accordo su moltissime cose, e me ne dispaccio io più di te, perché con molti ho, ho potuto, ho offerto la possibilità di parlare e confrontarsi. In fondo è vero. Senza rubarti niente sto facendo anche io il tuo lavoro. Nel reale. Anche per me c’ è chi crede di vivere ed invece è già morto. Da un po’. Come se non esistesse più. Ma noi, e lo hai già capito, siamo persone strane. Difficili. E a volte capita di incontrare più morti che vivi. Posso chiederti un favore?
- Dimmi
- Nei tuoi viaggi che farai, se li riconosci, e per un attimo sono stati con te, ricordati di salutarmi
NERINO, LIDIO, ALDO, MARCELLA, CLARA. Li hai portati lontano, ma in fondo, geograficamente, lontani lo siamo sempre stati. E abbiamo imparato che le distanze non cancellano mai chi si è stati.
- Ok ma sicuramente loro già lo sanno.
- Certo che lo sanno. Perché ci sono e ci saranno sempre. Le loro valige di ricordi e di cose fatte sono sempre qui, nascoste sotto il letto. Non sono fotografie, non sono immagini, sono ancora persone e sempre lo saranno, perché hanno saputo dare. Ciao ora devo scappare.
- Ciao Ale. Alla prossima.
- Ciao.
REGOLE DEL GIOCO: ( postare le regole, parlare di otto fatti a caso che riguardino se stessi in un post dedicato, scegliere altre otto persone da taggare e dire loro che sono taggate ).
Difficile trovare nei percorsi di se, le storie, quelle vere, da raccontare. Ho cercato di farlo nel mio centinaio di post. Riassumerlo in pochi ‘comandamenti’ non spetta a me, anche perché vorrei ancora essere storia e non riassunto…Però lo trovo un simpatico gioco, un attimo veloce allo specchio opacizzato da lacrime e sorrisi, ma forse per questo sempre vivo…
[1] - Domande e Risposte. Queste ultime forse mancano un po’, soprattutto ai miei figli. Esserci non è atto di presenza, esserci è portare risposte alle loro mille domande e forse spesso non sono stato all’ altezza.
[2] - Ho letto, qua e la, che molti hanno detto la prima volta ‘ti amo’ quando ormai erano già lontani. Strana vita; io ogni volta che lo dico si allontanano… E da allora ho imparato: solo TVB.
[3] - Il mio Liceo Scientifico, quanto mi manca. Le finestre all’ ultimo piano che spiavano il Colosseo e che ci voleva 10 min per andare in palestra (ovviamente si faceva tardi anche all’ entrata. (in salita ci vuole di più eh eh). Quanta baldoria quelle 37 anime che eravamo. Li sono nati e cresciuti tutti i sentimenti. Libri pochi, qualcuno raramente aperto, ma per me è stata scuola vera. All’ università è stato più il tempo passato a fare file nelle segreterie che quello passato nelle aule e per questo ho lasciato, per cominciare la mia fila vera nella vita.
[4] - …E visto che se dico ti amo, scappano via; allora mi dedico spesso tempo a coccolare gli animali. Loro sanno sempre restituirti l’ affetto che gli dai e se li vedi sono sempre specchio del loro ‘padrone’. In fondo non saprei stare senza amare.
[5] - E poi la musica, le mie due chitarre, compagne di tante serate (ma sono passati più di 30 anni), gli hippy sulle spiagge, i capelli lunghi le canzoni, i bagni di notte, le stelle cadenti, le mareggiate. Qualche canzone scritta qua e la. Ora si scrivono post. C’ è una canzone scritta in un mio post. Dedicata ai 18 anni di mia figlia. Poi tutti hanno cominciato a scrivere canzoni sui figli… E tanti altri figli non ne fanno perché è difficile, a volte, poter continuare a credere e dare loro le risposte che meritano…
[6] – E le emozioni su un palco, dietro a un sipario che si apre all’ improvviso, e non ti senti mai pronto. Illuminato e a te ti vedono, non vedi gli altri ma sai che ci sono e sai anche chi non c’ è. E’ successo anche questo, quest’ anno al Teatro Ariosto.
[7] – Sette, come i sette colli, come i Re di Roma (ma poi è arrivato Falcao e Totti e dicono essere aumentati). Come i sette nani. Ma Biancaneve esiste ancora? Io spesso incontro più streghe. Alla faccia che una mela al giorno leva il medico di torno…
[8] – Otto spicchi specchio di me. A raggio di ruota di bicicletta come vita da pedalare ancora o solo parte di torta, che speriamo, in fondo, se non buona almeno dolce.
Ci sono cose che mancano, tasselli persi per voler ricomporre tutto. Cocci che restano tra le rovine, rovinati… Mi manca un po’ esserci poco e tanto avrei da dire ed aggiungere di quest’ anno ricco (perché anche le cose brutte accrescono ed arricchiscono se, in fondo, si ha la coscienza in regola). Tanti post non ci sono per una forma di rispetto, ma si può fuggire a me ma mai a se stessi a meno di non essere così vuoti.
Oggi è così…
Anche questo è Alessandro (Ale nato nel 52)
E’ stato divertente partecipare ma non taggo nessuno pubblicamente per non creare forzature. Chiunque è sempre benvenuto da me. Nella mia casa di vetro. E mi farà piacere…se lo troverà un momento simpatico.
Stavolta non mi ripeterò. Farò semplicemente un copia e incolla di quello che, in fondo, avevo scritto quasi un anno fa… Da un ‘opuscolo’ offerto ieri dall’ organizzazione di RADIO BRUNO ( www.radiobruno.it ).
“DADDY PLEASURE sono Daniela, Silvia, Kecco e Claudio, voce, batteria, chitarra e basso.
Daniela ( www.danydolce.splinder.com ) e Silvia ( www.sissidrummer.splinder.com ) sono il cuore pulsante di questo progetto tanto fresco quanto dinamico, sempre in movimento e in cerca di nuove occasioni per poter migliorare. Da circa un anno stanno lavorando al loro primo album e il loro singolo, Contagiosa, è disponibile già da alcuni mesi sulla loro pagina web . A fine settembre uscirà il loro primo singolo e nel frattempo inizieranno la promozione in giro per l’ Italia.
Vantano diversi riconoscimenti in altrettanti concorsi e collaborazioni con molti artisti locali tra cui il cantautore Jazz Maurizio Toffanetti ( www.mtquintet.splinder.com ), uno degli artisti jazz più ascoltati nella comunity (e che Vi consiglierei di andare a visitare ed ascoltare). Hanno molti bellissimi brani e non vedono l’ ora di poterveli fare ascoltare tutti, infine qualcuno potrebbe notare che Daniela (ma chiamiamola Dany) e Silvia sono state anche protagoniste nell’ ultimo video di Luca Carboni – LE BAND SI SCIOLGONO - dove Silvia suonava la batteria assieme al cantautore e Daniela appariva al suo posto durante la seconda strofa.”
Che dire di più… Quando c’ è buona musica cerco di essere sempre in prima fila (anche se stavolta è stata dura conquistare la decima), ma ne valeva la pena… Complimenti ragazzi… Alla prossima…
@Ale@


Giornata così, di quelle dove il mare ti accarezza da lontano, l’ odore è più intenso, e il suo ruggito è forte come chi sa di essere forte. Così, un po’ impigrito, meravigliato più che impaurito, mi guardo in giro; che poi, è un po’ come guardarsi dentro. Come sempre…a metterle in moto queste onde di noi, a travolgere e lasciarsi travolgere… Ma come se fosse sempre una carezza.
Palette e secchielli. Ma che fine avete fatto…
Intravedo qua e la ‘formine’ super tecnologiche a trasformare in un attimo sabbia in castelli già pronti all’ uso, tutti sempre uguali e senza una fantasia, anche venuta male e da correggere. Tutti precisamente uguali, come fossero Castelli Popolari e il mare quasi li ignora perché non c’ è fossato nè ponte levatoio, nè giochi d’ acqua e, forse, alla fine, non è più neanche un gioco. Se alzi gli occhi, spariti anche gli aquiloni fatti a mano incollando pazientemente gli avanzi di ghiaccioli e di cremini e a conservare la carta colorata dei regali. Ora volano solo dei Titti, dei Gatto Silvestro (?), Uomini Ragno ed altri oggetti non meglio identificati dalla mia ignoranza…
Osservo un po’ la gente, il loro andirivieni… Tutti uguali, tutti con il medesimo tatuaggio, nei medesimi posti, a lanciar messaggi subliminali o solo ‘marchiatura’ ed appartenenza a un branco? Chissà? Una volta in vacanza si andava nei mercatini, ora sono i mercatini che arrivano da te che sembri quasi il padrone di Porta Portese. Assomigliano quasi tutti ai Re Magi e quasi ti aspetti che ti facciano un regalo…E invece le trattative sono sempre lunghissime. Ormai hanno di tutto. Ho visto vendere perfino pentole in spiaggia. Ma na ‘sola’ come souvenir è pur sempre un souvenir.
E dove stà il mitico juke-box quasi sempre vestito di Coca-Cola, e i tormentoni estivi?
Ora restiamo tutti chiusi, ciascuno nella propria scatola di mp3 quasi come fossero segreti da portare dentro. E gli amori scalzi che nascevano, gli sguardi, dove sono andati? Restano solo nelle pagine dei giornali letti solo dal vento. E a noi ci resta, quando il mare è piatto e silenzioso, solo la musica delle più svariate melodie di cellulari. Anche i capricci dei bimbi non ci sono più. Ora ci sono campi giochi, appartati…Vero. Dicono i ‘tecnici’ che si va verso la desertificazione. Già… quella delle emozioni… e allora torno a guardarlo ancora un po’ questo mare, ad ascoltare il suo tam tam, quasi a cercare di capire cosa mi voglia dire con il suo corrermi incontro e ritornare indietro come se andasse a prendere cose dimenticate… Scodinzolando un po’, come se volesse giocare. Forse ho trovato un amico ma noi…
…che fine abbiamo fatto…
@Ale@
Sfrutto questo mio spazio ancora vuoto per un pò, per qualcosa di utile.... Poi tra non molto sarà di nuovo ALE. Ciao a tutti....
@Ale@
Scusate il disturbo, in genere non amo inoltrare messaggi di questo tipo, MA HO VERIFICATO LA VERIDICITA’ DELLA NOTIZIA
(potete farlo anche voi: basta cercare “MADELEINE McCANN” su Google, oppure andare al sito ufficiale http://www.findmadeleine.com/ )
Sarà poco probabile che incontreremo questa bimba sotto casa, MA CI COSTA POCO INOLTRARE QUESTA MAIL, che potrebbe arrivare alle persone giuste ed essere di grande aiuto x ritrovarla…
Lara
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L'occhio di Madeleine è un indizio vitale
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Ricevo ed inoltro senza aggiungere nessun commento
http://www.aiutiamoedoardo.it/
Nell' impossibilità di farlo singolarmente Vi ricordo tutti e Vi stringo nel mio abbraccio.
Buone festività a tutti e a presto.
@Ale@
"Noi non cesseremo il nostro esplorare,
e la fine della nostra esplorazione
sarà giungere là dove siamo partiti,
e conoscere quel posto
per la prima volta"
Thomas Eliot
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E questo è, veramente...
Morire ogni sera e rinascere ogni mattina...
Nuovi...
E, se possibile,
migliori.
Un abbraccio
@Ale@
Piccolo, nel mio piccolo…ma insieme a tanti altri…
da non poter mai essere solitudine neanche quando ci si sente soli…
perché in ogni tasca avremo sempre sempre almeno quello spicciolo di malinconia a farci compagnia.
Piccolo come un puntino impalpabile, quasi invisibile.
A volte perso nei vuoti di quest’ immenso mondo
dove ci giro attorno.
Quasi a cercare di guardarlo meglio o ad abbracciarlo un po’ di più.
Nel mio piccolo…
Puntini come stelle, a colorare un foglio nero, che poi chiameremo immenso cielo, da guardare con occhi innamorati...
granelli di sabbia che insieme ad altri diventano spiagge enormi e ci facciamo castelli o ci scriviamo su, magari un’ altra favola;
gocce d’ acqua a fare fiumi, laghi e oceani che vanno a sposarsi, lontano, con il cielo…
Ed io, e noi…
dentro di noi...
Attimi di molecole, di strane forze di elettroni e di neutroni, che a volte si attraggono e a volte si respingono;
a volte si confondono quasi ad impazzire.
Dentro di noi...
Io piccolo,
con questa forza di coesione che mi fa grande,
più di quanto non possa farne il tempo...
E questa sempre nuova forza, questa energia,
da non dimenticare mai,
per portare avanti e per mantenere uniti i miei piccoli io;
io piccolo, ma ricco
di quella luce che non è mai spenta...
…Che poi chiameranno vita…
o, più semplicemente, amore...
@Ale@
Un bacio e un abbraccio...
a chi non sa amare se non se stessi...
a chi ha paura di amare...
a chi non si lascia amare...
@Ale@
Com' è tutto strano...
....................... puntini.......................
che sembrano spazi di silenzi..........
quasi a non esserci o non saper che dire.
Sono solo puntini,
come fossero note scritte sopra un pentagramma,
di sole cinque righe,
e quattro spazi....
e ci si spazia più di quanto non si sa....
fino a farne melodia...
Da saper leggere ed ascoltare...
quasi in silenzio,
su tanti tasti che non sono qua.
Di bianchi e di neri...
Da sapere interpretare....
Strano il linguaggio,
strane le incomprensioni.
Comunicabilità...