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Nome: Ale
Mi accarezzo il mento e, mentre sono fuori, sono dentro ad un remoto sito della mente, aperto un pò per caso, in questo corpo preso a nolo e sempre sotto sfratto. Tra i limiti del vero e dell' astratto...
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A pancia in su... quasi ad afferrare stelle. Stelle di pensieri; comete che ti oltrepassano velocemente come ricordi, che vorresti consolidare lentamente; e lentamente riassaporare... in quello stesso cielo; a volte impetuoso e nuvoloso, altre volte limpido quasi come se riuscissi a vedere sempre più in là, dove non avevi mai visto prima.
A pancia in su... per guardare lontano... A volte a volare inseguendo una scia... di motoscafo che lascia rumore e schiuma, o solo di barca, che, barcamenando un pò, senza rumore, sospinta dai suoi remi nell' acqua, sembra quasi chiedere scusa o permesso... per non turbare troppo il mare, eppure andare avanti.
Poi, capita, in quella frenesia di stare li a guardare... di girarti e di trovare qualcuno vicino a te, che forse neanche immaginavi.
La stessa onda anomala che forse non inseguivi o che non aspettavi; a farti tornare in te...
A pancia in su...
Lei che ti abbraccia, e scende un pò più giù...
A tirar fuori il tuo pensiero, a vedere crescere la tua passione, il tuo desiderio...
E nasce un' altra stella, dentro te, da ricordare....
@ Ale @
C' è stato un tempo, indietro...
Da cercare di vedere avanti... In quello schermo, seduto così lontano che, spesso, tutto appariva vago e sfuocato... Irraggiungibile, quasi da chiamarlo immaginario... Ad accavallare gambe ed inquietudini, in una sala al buio, per vedere srotolare pellicole di vita, quasi come non ci appartenesse, quasi come fosse un film senza protagonisti...
C' è...
quella voglia di capire, senza aver letto trame e commenti, semplicemente a dare la nostra, la mia, recitazione. Che vorrei che non fosse solo interpretazione di un ruolo scelto od assegnato; semplicemente recita di me stesso, a replicare senzazioni, sempre le stesse, ma sempre un pò diverse. In fondo nuove anche per me. Almeno così le sento. Lasciare giù il copione, e andare un pò a braccetto, a volte a spingere, altre volte spinto o sospinto... non so ancora da cosa...
Ci sarà...
il tempo per capire, prima che scenda giù il sipario... Ci sarà ancora tanto tempo da prendere, prima che mi prenda lui... Non scappo; è la mia mente che corre ancora più veloce del tempo... Per questo trovo ancora tempo, per corrermi appresso... a volte volando, altre volte camminando...
@ Ale @
Decollo verticale, verso il cielo, sempre più in alto, là dove comincia il gelo... Necessario a conservare i ricordi... Quasi a preservarli per tenerli sempre a portata di mente... A volte a tirarli fuori, magari solo per lasciarli un pò asciugare al sole, come se fossero bagnati da lacrime. E poi, quando vedi che sgocciolano via, "ricongelarli" un pò, in un infreddolito cuore, solo per trattenerli quel tantino in più che serve per capire. Per vedere dove non abbiamo ancora visto, quel pezzettino in più, che ci è sfuggito... Non è tanto, a volte basta un metro... E, poi, con la bacchetta magica del mago o forbice da sarto, col gessetto, disegnare curve e confini, per passare sere a tagliare e cucire stoffe, per un vestito semplice, ma almeno nuovo. Che tenga caldo, il tanto che basta per tornare a riscaldarti il cuore...
@ Ale @
Poco fa ho visto un lampo... Aspettavo il rumore del tuono e, puntuale, è arrivato. Tra il tempo di distanza di lampo e tuono, si può calcolare, con buona approssimazione, dove è caduto il fulmine. Percepiamo prima la luce del lampo perchè viaggia alla velocità della luce decisamente superiore a quella del suono. (Cira 300.000 km/sec contro circa 330 mt/sec). Potrei dare formule e numeri, ma non avrebbe senso. Dal lampo contate i secondi. Motiplicateli per 330 (spazio=mt). 1 sec. =330 mt, 2 sec. =660 mt e così via. Forse non era esattamente questo che volevo dire... Forse è stato solo uno spunto. Forse non so più dove volevo arrivare, se essere tuono, di colui che parla e a volte urla... o forse soltanto luce, che illumina... o solo a farsi vedere. Potrei essere arcobaleno, che viene dopo, con la poesia dei suoi colori. Solo passeggero del tempo, a condividere qui, emozioni senza calcoli ed equazioni... come è successo poco fa. Se non qui... altrove...
@ Ale @
Tante volte si percorre un tempo, uno spazio, un vuoto; che è, praticamente, solo uno spazio pieno di quello che ci sembra niente e che in passato è stato tanto. Un vuoto, forse... solo un ricordo... solo quell' attimo di quello stesso tempo, in quello stesso spazio che ci ha fotografati un istante, ed ora già è distante. Il vuoto è la realtà del virtuale, di quell' effimero che non esiste; di quel magico e colorato scintillio di pixel, quasi fuochi d' artificio, a festeggiare ogni tua entrata. O, per meglio dire, enter. Istanti... che spesso ci avvicinano tenendoci distanti.... E il vuoto si riempie, diventa a volte muro... Parallelo, perpendicolare, trasversale, retto , acuto od ottuso. Quanti spigoli e quanti angoli nascono in un istante. Un vuoto, forse, è incomprensione; o solo la certezza, di essere stati chiari e, quindi, capibili. Mistero... Un vuoto a perdere, a perdermici... Per un attimo con tanti, subito dopo distanti... Qui passo un pò di tempo, a riempirlo questo mio vuoto, a cercarmi ed ad allontanarmi... Nel mio sconfinato, squilibrato equilibrio.
@ Ale @
Passo in punta di piedi...
Per non turbare questo tuo silenzio...
Passo dopo passo, mi avvicino sempre più...
Fino ad ascoltarne il rumore, magari solo per afferrarne il senso.
Forse sbagliato dire "afferrare"; niente mi appartiene, nè qui nè altrove... Allora solo soffermarmi un pò...
a leggerlo questo silenzio...
Che non è il mio...
o a volte si...
Quello che percepisco e sento, stavolta è mio, o, forse, solo un pò anche mio.
Un abbraccio.
@ Ale @