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Nome: Ale
Mi accarezzo il mento e, mentre sono fuori, sono dentro ad un remoto sito della mente, aperto un pò per caso, in questo corpo preso a nolo e sempre sotto sfratto. Tra i limiti del vero e dell' astratto...
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visitato *loading* volte
Vi ho sempre conosciuti solo per fotografia;
ho visto i vostri tristi occhioni
ingranditi dal niente e dai dolori…
e non è stato difficile, per me, innamorarmi,
di quegli stessi occhi che sembra quasi
vogliano uscire un po’ da voi,
dalle vostre sofferenze,
quasi ad andare un po’ più in là,
ad afferrare una carezza, un sorriso.
Lo so, sono un cattivo padre,
a ricordarmi a malapena il vostro nome,
e quasi a non sapere del vostro compleanno…
Io al di qua di questo vostro mondo,
legato solo a un ponte intrecciato di speranze.
Io, più lontano di quanto non possa essere…
E che cattivo padre sono stato,
a non trovare risposte alle vostre mille domande,
anzi solo a trovare in voi
risposte alle mie mille domande…
Di questa vostra umile ricchezza...
Io di qua, serenamente,
a prendere e regalare il superfluo...
Cattivo padre, forse anche cattivo uomo,
Se potete scusatemi...
@Ale@
E sono ancora qui, tra il dire e il fare,
a ripartire da qui, quando mi sveglio ogni mattina,
e già ti penso....
e mi penso…
a scompigliare tutti i capelli del tuo cuore,
ancora spettinato e un po’ disordinato…
E rileggo tutti i nomi che ho inventato per te,
non tanto per chiamarti, perché ormai sei già lontana,
solo, dentro di me, per amarti un altro un po’.
Ogni giorno un po’ di più.
Anche se non serve a ricomporre quello che non vuoi.
Aspetta questa volta… prima di andare,
e allontanarmi...
come malato, per la paura di contrarre
la mia stessa malattia.
Tanto lo sai, come sempre, che ti lascerò andare,
quando lo chiederai…
Anche senza le tante cose che vorrei ancora disegnarti,
e che non potrò più insegnarti,
perchè non sono più... noi…
Vai pure, camminando…
senza girarti,
così i nostri occhi non si parleranno…
tanto, lo so, senti anche da lì…
quanto di noi imparammo a non capire,
nel fare le stesse scelte,
quando capimmo che era qualcosa al di la della ragione.
E prima che ci prendesse lui,
ci siamo un po’ ripresi…
Allontanandoci…
E ancora adesso ci amiamo più per quello che abbiamo perso,
di quello che forse saremmo stati.
Sarò, sarai anche tu qui…
A cercare di trasformare le cose
in immagini e ricordi…
Certamente meno stabili nella loro fluttuante precarietà,
e nel loro andirivieni nella mente.
Quasi volando su un altro sospiro…
E sbagliando si impara...
ed abbiamo imparato
ad aver solo ingannato il tempo e noi,
e forse qualcun altro...
perché non era un gioco,
e non serviva cambiare o solo darsi nuove regole,
rischiando solo di perdere per non volere vincere.
Come poi è stato.
Sarò e sarai...
quel mazzo di carte
rimescolate un po’
con il significato di tutto.
Sarò io a salvarti ancora da me,
Sarai tu che ti vuoi ancora solo per te…
o chissà...
E poi…
Sarà…
@Ale@
Ho aspettato ancora un altro po’;
ho contato fino a cento e a poco è servito…
Ricomincia un altro tempo e un altro viaggio…
E’ stato importante anche non arrivare a niente,
se resta quella forza e quella voglia
di ripartire nuovamente...
Con un cucchiaio alla Totti
scavalcare anche questo tempo,
dove non sono riuscito ad andare al centro di quel cuore…
Vabbè… ripartiamo con ottimismo…
C’ è ancora tanta strada da fare,
perché, in fondo, resti nascosta senza neanche una risposta,
al punto da non meritare neanche mezza lacrima…
E’ tramontato un altro sogno,
di quelli la cui insana felicità fa star più male
di tanta sana malinconia.
E torno a sorridere,
di me, della mia dolce pazzia…
che pure mi ha portato fino qua…
Giro un’ altra pagina,
che sarà sempre da conservare,
pronto ad imbrattare un altro foglio
che chiamerò: domani
@Ale@