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Nome: Ale
Mi accarezzo il mento e, mentre sono fuori, sono dentro ad un remoto sito della mente, aperto un pò per caso, in questo corpo preso a nolo e sempre sotto sfratto. Tra i limiti del vero e dell' astratto...
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Giornata così, di quelle dove il mare ti accarezza da lontano, l’ odore è più intenso, e il suo ruggito è forte come chi sa di essere forte. Così, un po’ impigrito, meravigliato più che impaurito, mi guardo in giro; che poi, è un po’ come guardarsi dentro. Come sempre…a metterle in moto queste onde di noi, a travolgere e lasciarsi travolgere… Ma come se fosse sempre una carezza.
Palette e secchielli. Ma che fine avete fatto…
Intravedo qua e la ‘formine’ super tecnologiche a trasformare in un attimo sabbia in castelli già pronti all’ uso, tutti sempre uguali e senza una fantasia, anche venuta male e da correggere. Tutti precisamente uguali, come fossero Castelli Popolari e il mare quasi li ignora perché non c’ è fossato nè ponte levatoio, nè giochi d’ acqua e, forse, alla fine, non è più neanche un gioco. Se alzi gli occhi, spariti anche gli aquiloni fatti a mano incollando pazientemente gli avanzi di ghiaccioli e di cremini e a conservare la carta colorata dei regali. Ora volano solo dei Titti, dei Gatto Silvestro (?), Uomini Ragno ed altri oggetti non meglio identificati dalla mia ignoranza…
Osservo un po’ la gente, il loro andirivieni… Tutti uguali, tutti con il medesimo tatuaggio, nei medesimi posti, a lanciar messaggi subliminali o solo ‘marchiatura’ ed appartenenza a un branco? Chissà? Una volta in vacanza si andava nei mercatini, ora sono i mercatini che arrivano da te che sembri quasi il padrone di Porta Portese. Assomigliano quasi tutti ai Re Magi e quasi ti aspetti che ti facciano un regalo…E invece le trattative sono sempre lunghissime. Ormai hanno di tutto. Ho visto vendere perfino pentole in spiaggia. Ma na ‘sola’ come souvenir è pur sempre un souvenir.
E dove stà il mitico juke-box quasi sempre vestito di Coca-Cola, e i tormentoni estivi?
Ora restiamo tutti chiusi, ciascuno nella propria scatola di mp3 quasi come fossero segreti da portare dentro. E gli amori scalzi che nascevano, gli sguardi, dove sono andati? Restano solo nelle pagine dei giornali letti solo dal vento. E a noi ci resta, quando il mare è piatto e silenzioso, solo la musica delle più svariate melodie di cellulari. Anche i capricci dei bimbi non ci sono più. Ora ci sono campi giochi, appartati…Vero. Dicono i ‘tecnici’ che si va verso la desertificazione. Già… quella delle emozioni… e allora torno a guardarlo ancora un po’ questo mare, ad ascoltare il suo tam tam, quasi a cercare di capire cosa mi voglia dire con il suo corrermi incontro e ritornare indietro come se andasse a prendere cose dimenticate… Scodinzolando un po’, come se volesse giocare. Forse ho trovato un amico ma noi…
…che fine abbiamo fatto…
@Ale@