*** Fotografie di un viaggio ***

Eccomi

Blogger: Ale52
Nome: Ale
Mi accarezzo il mento e, mentre sono fuori, sono dentro ad un remoto sito della mente, aperto un pò per caso, in questo corpo preso a nolo e sempre sotto sfratto. Tra i limiti del vero e dell' astratto...

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giovedì, 01 novembre 2007
136_CIAO!

- Ciao, posso disturbarti un attimo?

- Ciao a te. Certo chi sei? Non ti ho tra i miei contatti.

- Il mio nome non conta niente, forse neanche sono.

- Ho capito ma se ti parlo esisti. Avrai pure un none, un nick.

- Sono più virtuale di ogni tua conoscenza che dietro un nome nasconde sempre una realtà. In fondo non esisto ma ci sono. Ignoro e vengo ignorata. Ma è necessario per te saperlo?

- Non credo sia necessario, il più delle volte ritengo sia di fantasia, però aiuta a riconoscere le persone, se mai torneremo ad incontrarci.

- Prima o poi ci incontreremo.

- Raramente incontro chi conosco nel web, come fai a essere così sicura?

- Fa parte del mio lavoro.

- Certo che sei proprio strana e misteriosa. Comunque io mi chiamo Ale.

- Piacere Ale, io sono la Morte.

- Che nick macabro che hai scelto, eppure sembri socievole.

- Non è un nick, è il mio vero nome.

- Poca fantasia nella tua famiglia.

- Non ho famiglia. Ti sembrerà strano. Però ho un marito. Destino.

- Caspita mi sembrate la famiglia Adams. E a cosa devo l’ onore della tua visita?

- Non sempre c’ è un perché in tutte le cose, mi faceva piacere chiacchierare un po’. Cominciare a conoscersi un po’.

- Grazie per aver scelto me. Mi incuriosisce sempre parlare con persone nuove, si impara sempre qualcosa in più. Anche dalle altrui sofferenze.

- Già, io vivo nelle sofferenze degli altri.

- Ancora non riesco a capire se scherzi o mi prendi in giro. Che lavoro fai?

- Strano lavoro. Io aiuto a chiudere valige di ricordi, di cose fatte, di cose cominciate e non ancora finite, di cose ancora da fare.

- Sei proprio strana. E poi?

- E poi in una mano la valigia, nell’ altra il proprietario comincio un viaggio, di un attimo, anche se si va lontanissimo. E poi si ricomincia.

- Ma tu sei, veramente, la Morte?

- Si

- E perché ti fermi qui?

- Forse perché abbiamo qualcosa in comune.

- Non credo proprio.

- Invece si.

- No, non farei mai il tuo lavoro.

- Il lavoro è lavoro e non sempre si fa quello che piace. Ma il mio discorso era diverso. Sai, non capita quasi mai di parlare e ci sono momenti che non vorresti mai che fossero.

-  Capisco, anche se non tutto, ma cerco di sforzarmi a seguirti. Ehi, non fraintendere, intendevo seguirti nel dialogo.

- Hai paura di me?

- Non credo di avere mai paura a parlare. Posso non essere d’accordo o in sintonia, ma cerco di rispettare gli altri. E, quando posso, salvaguardare me stesso, dalla cattiveria degli altri. Un po’ come fosse un’ autodifesa. Ma sono sempre alla ricerca di mondi nuovi.

-  Sai? Io, invece, conosco sempre gente nuova, ma difficilmente riesco a parlare o stringere amicizie.

- Devi anche capire che il tuo lavoro non ti aiuta e non aumenta di certo la tua simpatia.

- Ho l’ aiuto di mio marito. In viaggi che io non farei mai.

- Per esempio?

- Non vorrei rattristarti l’ animo però lui si prende cura, virtuale come me, di quello che succede o che voi nel reale consentite che succeda. E non sai dei bambini, di infanzie negate, violate. Di adolescenti, che nella loro folle corsa verso la vita vanno incontro a viaggi senza poter riempire le valige; di attimi di pazzia, che, come virus, diventano sempre più collettivi. Enfatizzazioni, mode.

Prime pagine per apparire, forse per dimostrare a se stessi di esserci senza sapere che domani si gira pagina. Nessun rispetto degli altri ma neanche di se stessi. E tanto altro potrei dirti perché lo vedo ogni giorno. A forza di transitare, costantemente, nel vostro mondo, io virtuale, sono diventata più reale di tanti voi che diventate sempre più virtuali. Sempre presi a pensare a voi stessi, ad apparire più che ad essere. Siate voi stessi, senza falsità. Con i vostri pregi e difetti. Ma siatelo lealmente. Sinceramente.

- Sinceramente, non mi aspettavo parole così da te. In fondo, ti stai dimostrando una persona molto dolce. Trovo strano che tu vada a predicare queste cose proprio da me e con me. Mi trovi d’accordo su moltissime cose, e me ne dispaccio io più di te, perché con molti ho, ho potuto, ho offerto la possibilità di parlare e confrontarsi. In fondo è vero. Senza rubarti niente sto facendo anche io il tuo lavoro. Nel reale. Anche per me c’ è chi crede di vivere ed invece è già morto. Da un po’. Come se non esistesse più. Ma noi, e lo hai già capito, siamo persone strane. Difficili. E a volte capita di incontrare più morti che vivi. Posso chiederti un favore?

- Dimmi

- Nei tuoi viaggi che farai, se li riconosci, e per un attimo sono stati con te, ricordati di salutarmi

NERINO, LIDIO, ALDO, MARCELLA, CLARA. Li hai portati lontano, ma in fondo, geograficamente, lontani lo siamo sempre stati. E abbiamo imparato che le distanze non cancellano mai chi si è stati.

- Ok ma sicuramente loro già lo sanno.

- Certo che lo sanno. Perché ci sono e ci saranno sempre. Le loro valige di ricordi e di cose fatte sono sempre qui, nascoste sotto il letto. Non sono fotografie, non sono immagini, sono ancora persone e sempre lo saranno, perché hanno saputo dare. Ciao ora devo scappare.

- Ciao Ale. Alla prossima. 

- Ciao.

 

                                                        @Ale@ 

Postato da: Ale52 a 01/11/2007 11:14 | link | commenti (30)