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Nome: Ale
Mi accarezzo il mento e, mentre sono fuori, sono dentro ad un remoto sito della mente, aperto un pò per caso, in questo corpo preso a nolo e sempre sotto sfratto. Tra i limiti del vero e dell' astratto...
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@Ale@
Quando io morirò sarà un giorno qualunque
come quelli che già sono andati
o quelli che ci sarebbero stati
ma sarà come va per chiunque.
Anche io
ho vissuto e vivrò uguale a tanti
quasi che si campasse in eterno
con la vita che va sempre avanti
anche se questa vita è un inferno
e avrà un senso ma non uno scopo
se il passato non passò per niente
se il futuro non fu neanche dopo
ed il presente è sempre assente
mentre si snoda la mia storia
sul rullo sfuggente
dei titoli di coda.
Figli miei sarà duro restare a digiuno
e amori miei
dell' amore che dovrò dare indietro
riportare quei vuoti di vetro
anche se ci stà un pò di qualcuno.
Figli miei vi lascerei
se potessi una casa più grande
una con mille e più fumaioli
e risposte per cento domande
che cresciate un pò meno da soli.
Ma da soli si è in ogni copione
quando il pubblico non grida fuori
e non si aprirà mai più il telone
e anche se muori non c' è emozione
ne primi piani
per quest' ultima interptretazione.
Chi batterà le mani....
e si accende la luce e ci inchioda
sui titoli di coda
e non ci son più scene
dove saper se hai recitato bene o male
cambiare un pò il finale
prima che il mondo rida o si commuova
applauda o se ne vada
ai titoli di coda.
Claudio Baglioni
Ma perchè di tanti proprio questo stesso posto
dove
ci trovammo tardi e ci lasciammo troppo presto
Che facciamo abbiamo chiesto e solo il vento ci ha risposto
tanto la sua musica va avanti pure senza testo.
E ammazziamo il tempo e ammazza noi quel tempo indietro
e il sole taglia il mare e il nostro amore in due come un aratro
e finiamo tutta questa strada metro dopo metro
perchè dietro a un gran finale serve sempre un bel teatro.
E' la canzone degli amori infelici
l' ultima occasione per attori e attrici
io non so perchè ma è un pò buffo
stare io e te su un crepaccio
quasi come ad aspettare il tuffo
e buttare lì a casaccio un che di diverso
uno scherzo si come se fossi io il tuo pagliaccio
cercare qui come dentro ad un setaccio
ciò che è perso o almeno poi
tutto quello che sta in un abbraccio
fra di noi.
E non ci resta che dipingere la scena con l' ultimo sguardo
come mettersi di schiena a quel falsario del ricordo
quanto abbiamo corso insieme per tagliare già il traguardo
tanto vincitori e vinti ci stringiamo in un accordo.
Se non siamo più come ci siamo amati
e non sapremmo mai quel che saremmo stati
Io non lo so com'è mai successo
mentre prendo te con tuo abbraccio
con lo stesso impaccio allora e adesso
non so che dire no a uno straccio in più di parola
una sola no
sulle labbra dure di ghiaccio
morire un pò come se avessi un laccio sulla gola
ma tanto poi tutto il resto
è tutto in un abbraccio
tra di noi.
Claudio Baglioni
Tienimi con te dentro questa vita
chiudi ogni via d' uscita per restarmi più vicina
E tienimi con te quand' è presto la mattina
mentre il cuore stà in sordina
dietro a una ferita.
Quanti raggi ha il sole
per dar luce ovunque
quando e come vuole e noi siamo due qualunque.
Quante stelle ha il cielo file di miliardi
su ogni parallelo e noi le vediamo troppo tardi
tienimi con te in un pomeriggio
quando piove giù un litigio
ed un giorno sembra eterno
e tienimi con te se è già quasi sera
e inverno tra le righe di un quaderno e un inchiostro grigio
quante rive ha il fiume
senza mai legami
fugge tra le schiume
e noi presi in mezzo ai rami
quanti hanni ha il mondo
che ne ho visti tanti
lenti sullo sfondo
e noi siamo solo istanti
almeno per un secondo un pò meno distanti
Fino alla fine fino a che si può
fino al confine
fino all' ultimo
fino alla fine del tempo
fino a che ce n' è ancora un pò
e fino alla fine di tutto fino allora tu
Tienimi con te sotto
il buio aperto della notte di un deserto
tra le dune del tuo petto
e tienimi con te
così al tuo sonno stretto
niente è triste più di un letto vuoto e già sofferto.
Quante foglie ha il vento nei viali soli
quando ha il sopravvento su noi persi in altri voli
quante onde ha il mare come belve in gabbia
sempre li a scappare e noi siamo solo sabbia
e che pena poter bagnare appena le labbra
fino alla fine
fino a che si può
fino al confine
fino all' ultimo
fino alla fine del tempo
fino a che ce n' è
ancora un pò
e fino alla fine di tutto
allora
tu tienimi con te.
Claudio Baglioni
Si che ti ho riconosciuto qui
dagli occhi
che già non vedevano così lontano
quando un palloncino ti scappò di mano
e volò e volasti pure tu,
si sei tu
gli stessi identici occhi miei, ma in grande
o forse solo un pò di più d' incanto
son cresciuti intanto e pieni di domande
e son rimasti miopi fino a qui.
Siamo si vivi anche se un pò cambiati
siamo morti e poi più volte noi rinati
se stavamo giù sotto la coperta
come fiamma saltavamo su
nella scoperta del sorriso
sul viso di mamma.
A Clà li ho lasciato te
così per un altro me
ma si sono stato troppo via
con questa troppa nostalgia
di me quand' ero te.
A Clà tu si che eri un re
io no mai più come te
noi che trovavamo tutto in niente
e adesso c' è
niente in tutto e nessun re.
Vedi questo telo alzato tra noi due è la vita
che tu hai sempre visto
come un bel ricamo
io di quà da uomo so la trama ordita
odio ed amo tra i suoi no e i suoi si.
Siamo qui forse appena un pò più stanchi
fieri perchè no di quei capelli bianchi
a implorare tempo come un tempo in cui
c' era la paura
della mano di papà prima della puntura
e di una porta aperta piano piano.
A Clà come è andata poi
sai se abbiamo vinto noi
perchè io so solo che con te
di nuovo so sorridere
e un giorno imparerò
anche a vivere.
A Clà ci risiamo già
lo so che è finita qua
io che ero li
per riprenderti
e dovrò riperderti
chissà se ci rivediamo a Clà
forse un tempo forse la
quando ci riandiamo a Clà...
Claudio Baglioni
Otto settembre: armistizio.I tedeschi attaccano l'isola. Lero diviene un inferno di fiamme e di fuoco. I bombardamenti aerei distruggono ogni cosa, Portolago è divenuto un mucchio di macerie. I marinai italiani e le fanterie inglesi scrivono pagine di gloria nella difesa strenua ed eroica dell'ultima roccaforte dell'Egeo. I tedeschi, fatti arditi dalla facile conquista di Rodi, hanno occupato Coo e sono sbarcati a Calino. Lero resiste meravigliosamente ai duri colpi inferti dell'aviazione nemica, sulle macerie distrutte di Portolago, la bandiera italiana sventola come una sfida suprema al barbaro invasore. I nostri marinai si ripetono l'un l'altro: " I tedeschi non sbarcheranno, Lero non può essere che italiana, bisogna difenderla a qualunque costo". Gli Italiani sanno di combattere ora la loro guerra e sono pronti a qualsiasi prova. E la prova, durissima è venuta: Il 16 novembre, la bandiera bianca della resa sventola sul comando dell'isola. Il giorno dopo, tutti i superstiti sono riuniti dal nemico in un campo di concentramento nei pressi dell'idroscalo: Incomincia la dura prigionia. Da due mesi non vedo Atinaa......Una ragazzetta greca, venuta a trovare il suo fidanzato e che invano si affanna a ricercarlo attraverso la fitta siepe dei reticolati del campo, mi dice di averla veduta. Sta bene. ti cerca. Verrà più tardi. Ha sofferto molto. Povera bambina. Aveva ragione, era forse il mare, forse il tempo. Ho voglia di piangere, ma non posso. Sono un soldato, ed un soldato non piange. Bisogna dimostrarsi forte dinanzi al nemico..........
Taranto 7 febbraio 1945
Mio padre...
Vero. Ho viaggiato altrove, per un po’ ma, in fondo, solo con la mente perché in realtà me ne sono stato per tutto questo tempo chiuso in casa. Nella mia casa trasparente. Casa di vetro. Nel mio andare ho bussato a cento porte, la maggior parte delle quali chiuse, in questo sempre più chiudersi in se stessi, in questo bisogno di riservatezza e di uno spazio tutto proprio. Mai visti tanti blog privati, tanta moderazione e approvazione nei messaggi. Tanti passaggi quasi ad ostacolarla una sana conversazione. Ma ormai anche nel reale è così. Ho costruito ponti, su fiumi di parole, perché il guado fosse più facile e la comprensione pure. E fatto un ponte, dove molto spesso, sull’ altra sponda si erigeva un muro. E allora vai a costruirne un altro perché difficilmente mi arrendo tanto facilmente.
Tra reale e virtuale esiste un posto, dove muoiono desideri e sogni… Ho cercato di costruire ponti anche li, fino a rovistarmi l’ anima da sinistra a destra, dall’ alto in basso. Fino a capire cosa effettivamente manca… o è sempre mancato… Ho messo occhiali la dove la vista, stanca, si appannava ed i contorni ed i colori sembravano sbiadire, l’ orizzonte allontanarsi e le forze quasi venire meno. Ma sono ancora qui … a rispolverarla un po’ questa casa che a molti è sembrata abbandonata. Un abbraccio e un arrivederci a tutti soprattutto a chi, nei miei silenzi, ha lasciato sempre il segno del suo passaggio ed un saluto. E per me è stato importante.
@Ale@